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Emozioni verticali

IL PROGETTO:

“Emozioni Verticali” nasce con l’obiettivo di fornire supporto ai soggetti fragili potenzialmente più a esposti ai rischi del gioco d’azzardo e sensibilizzare la cittadinanza di Fara Olivana e limitrofi relativamente ai temi della dipendenza in un’ottica di prevenzione proponendo lo sport come possibile soluzione e strumento educativo e socializzante. Inoltre, offrirà opportunità di partecipazione ad attività sportivo-educative per soggetti in recupero da una dipendenza provenienti dalla Cooperativa di Bessimo.

Le problematiche legate al gioco d’azzardo sono da tempo all’attenzione di Regione Lombardia, vedasi il recente stanziamento, proposto dall’assessore al Welfare Giulio Gallera di concerto con l’assessore alle Politiche Sociali, Abitative e Disabilità, Stefano Bolognini, di 8,5 milioni di euro per lo svolgimento di azioni di informazione, formazione e prevenzione della ludopatia. (Deliberazione XI/585)

Nello specifico, il report di ATS Bergamo “100 pagine sul gioco d’azzardo” (02/2018) ha evidenziato l’elevata diffusione del fenomeno con riferimento alla provincia di Bergamo. Le stime proposte evidenziano che hanno giocato d’azzardo il 54% della popolazione generale, il 42% degli studenti 15 – 19 anni e il 49% dei bergamaschi di 65 – 84 anni. Inoltre, è stato stimato che i giocatori d’azzardo problematici e patologici ammonterebbero a 1,8%-6% della popolazione generale, 5,3% tra gli studenti delle scuole superiori e l’8,7% tra i bergamaschi di 65-84 anni. Alla luce di stime così significative, solo 365 cittadini si sono rivolti ai Servizi specialistici chiedendo aiuto (SerD e Servizio Multidisciplinari Integrati). Si evidenzia quindi la necessità di lavorare sulla prevenzione del gioco d’azzardo patologico attraverso la promozione delle capacità relazionali di soggetti fragili e a rischio ma anche sulla sensibilizzazione in merito al tema della dipendenza. Inoltre, se si considerano le azioni raccomandate all’interno del medesimo report, l’attenzione è alta rispetto al piano preventivo e vengono specialmente raccomandate attività ludiche e socializzanti alternative al gioco d’azzardo, interventi di sensibilizzazione e di informazione sui rischi connessi al gioco e al possibile sviluppo di dipendenze così come interventi mirati per i soggetti più fragili ed esposti al rischio di dipendenza.

 Con riferimento ai dati forniti da Aams (Agenzia delle dogane e dei monopoli), nell’anno 2017 sono stati spesi solo nelle slot machine presenti nei comuni rispettivamente:

  • €577 229,42, equivalenti a €466 pro-capite nel comune di Fara Olivana con Sola (abitanti: 1.292)
  • €49.20 MLN equivalenti a €2.401 pro-capite nel comune di Romano di Lombardia (abitanti: 20.486)
  • €7.29 MLN equivalenti a €1.369 pro-capite nel comune di Calcio (abitanti: 5.326)

Inoltre, benché il gioco d’azzardo sia vietato al di sotto dei 18 anni, i dati disponibili evidenziano come coinvolga anche gli adolescenti. L’indagine EspadBergam 2016 rileva che il 33% degli studenti di 15 – 19 anni della provincia di Bergamo e il 27% dei 15enni ha giocato d’azzardo negli ultimi 12 mesi. La stessa indagine mostra come il 2,9% degli studenti 15-19 anni possa essere considerato giocatore a rischio e il 2,4% problematico.

In base all’esperienza maturata sul territorio dai proponenti si evince inoltre come i giovani siano soggetti particolarmente esposti ai rischi connessi all’uso e alla dipendenza da sostanze dannose per la salute. Tale rilevazione è supportata dai dati presentati dallo Studio ESPAD Bergamo 2016 da cui si evince che:

  • il 10,9% degli studenti di 15-19 anni della provincia di Bergamo riferisce di aver bevuto alcolici al punto di camminare barcollando, di non riuscire a parlare correttamente, di vomitare e/o di aver dimenticare l’accaduto;
  • Il 33,3% ha avuto binge drinking (bere 5 o più unità alcoliche in unica occasione);
  • Il 30,6% ha utilizzato almeno una volta nella vita una sostanza illegale,
  • Il 30,1% ha utilizzato cannabis, il 4,3% sostanze stimolanti, il 3,4% allucinogeni, il 3,3% cocaina, l’1,3% eroina;
  • L’1,6% ha usato smart drug, il 2% sostanze sconosciute (senza sapere di cosa si trattasse), il 21,2% psicofarmaci non prescritti;
  • Il 42,1% ha partecipato a giochi in cui si gioca denaro e il 5,3% sono giocatori a rischio o problematici.

Tra i vari strumenti terapeutici che la cooperativa propone, sono presenti anche attività ricreative tipiche del tempo libero, come quelle sportive che da tempo sono state introdotte e proposte all’utenza con ottimi risultati nei progetti educativi previsti. Per persone in fase di recupero da dipendenza, l’attività sportiva diventa occasione di aggregazione e ricostruzione dei legami sociali, oltre che un percorso (ri)educativo che stimola al rispetto della regola e delle competenze di vita che la società richiede.

La fascia di utenza in fase di recupero da una dipendenza si trova infatti in un momento di particolare fragilità, che necessita di percorsi di supporto personalizzati e accompagnati da professionisti del settore o comunque da volontari formati.

Motivazione scelta

La scelta di questo progetto nasce dalla decisione di voler dare una risposta a delle criticità rilevate nell’area di Fara Olivana con Sola e Romano di Lombardia, in particolare con riferimento alla ludopatia e alla tossicodipendenza.

Alla luce di pregresse esperienze di successo legate alla Montagnaterapia che coinvolgevano l’utenza di comunità di tossicodipendenti in attività ludico-ricreative-aggregative, si è deciso di proporre percorsi di arrampicata per almeno 50 soggetti maggiorenni (maschi e femmine) in fase di recupero da una dipendenza. Tale pratica sportiva offre in un clima di totale collaborazione con i compagni la possibilità di maturare una maggiore consapevolezza ed autonomia nelle proprie azioni e di comprendere la responsabilità del proprio gesto non solo per fini individuali, ma anche verso il gruppo a cui si appartiene. Si auspica che l’arrampicata possa aiutare i beneficiari a sviluppare non solo alcune capacità fisiche della persona come la forza e la resistenza, o alcune capacità di coordinazione di tutte le parti del proprio corpo contemporaneamente, ma anche a cogliere il rapporto esistente tra azioni individuali e il buon esito dei movimenti di un altro compagno o del gruppo ed anche a consolidare la reciproca fiducia tra gli arrampicatori oltre che le attenzioni necessarie per garantire l’incolumità di sé e degli altri.

Infatti, l’attività sportiva può essere un’esperienza che motiva quotidianamente all’impegno educativo. L’allenamento costante, la squadra o la compagnia che si crea in alcuni sport, l’attenzione al proprio corpo, la partita o la sfida, gli avversari o le difficoltà da affrontare, diventano occasione di domande di vita e ricerca di significati. L’attività sportiva educa il soggetto alla concentrazione, ad isolarsi anche per pochi momenti prima di prendere una decisione, a contare sulle proprie forze e sulle proprie capacità. Lo sport dovrebbe aiutare il giovane a concentrarsi anche nella quotidianità della vita, deve abituarlo a prendersi quei momenti fondamentali che aiutano nelle scelte, a non farsi trasportare dalle situazioni, ma a saperle domare. Lo sport deve anche aiutare i beneficiari a crearsi una cultura di vita, di rispetto, d’accoglienza e d’accettazione. L’arrampicata stimola e aiuta molto nell’abituarsi a prendere decisioni a volte fondamentali, ad osservare, valutare e decidere anche in pochi istanti; è un’attività, che impegna costantemente sia dal punto di vista della forza fisica, ma anche della concentrazione e volontà.

La fusione di obiettivi educativo-formativi e pratica sportiva sta quindi anche alla base della scelta da parte dei proponenti di organizzare un torneo di calcio per persone in fase di recupero da dipendenza, insieme con altri cittadini del territorio. Questo costituisce un’opportunità di aggregazione per i partecipanti, ma anche un momento in cui poter educare i soggetti alla concentrazione sulle proprie forze e sulle proprie capacità funzionale all’agevolarli nel prendere decisioni anche nella vita quotidiana. 
La scelta di offrire occasioni di gioco sano e di incontro a soggetti fragili e/o in fase di recupero da una dipendenza nasce quindi dalla convinzione che lo sport, di squadra, di coppia o da soli, offra un’alternativa a vizi nocivi educando i beneficiari all’impegno nella loro quotidianità e offrendo loro opportunità nuove in cui confrontarsi con gli altri e ricostruire legami sociali.

OBIETTIVI:

“Emozioni Verticali” avrà ricadute significative sulle strategie utilizzate dagli enti partner nel trattare e prevenire le dipendenze sensibilizzando la cittadinanza in un’ottica di prevenzione delle dipendenze ma avrà un ruolo centrale anche nello sviluppo di reti sul territorio di intervento.

Nello specifico il progetto permetterà di:

  • Sviluppare le strategie di Montagnaterapia, come strumenti terapeutici e per la prevenzione della dipendenza. Il progetto intende anche essere un momento significativo di riflessione sui metodi e sulle tecniche su cui si basa la Montagnaterapia.
  • Allargare la rete sul territorio d’intervento. Favorendo la partecipazione di nuovi soggetti alle attività proposte, verrà garantita la sostenibilità e la replicabilità nel tempo del progetto stesso. Attraverso il supporto dei partner soggetti associati verrà inoltre rafforzata la rete di rilievo sovraprovinciale.
  • Sensibilizzare la cittadinanza rispetto ai temi di prevenzione e cura delle dipendenze. Si auspica dunque che il progetto non solo favorirà maggiore informazione all’interno della Comunità di Fara Olivana con Sola e zone limitrofe relativamente al tema delle dipendenze ma permetterà anche di diminuire lo stigma verso i soggetti fragili agevolando la loro inclusione. Gli enti beneficeranno della maggiore integrazione all’interno della comunità potendo sviluppare in futuro nuove strategie in un’ottica sempre più di prevenzione alla dipendenza.
  • Coinvolgere nuovi volontari nelle realtà associative anche creando gruppi locali dedicati al tema nei territori di intervento

Sostenibilità del progetto medio-lungo termine

La sostenibilità del progetto nel medio-lungo termine sarà garantita nei seguenti modi:

– Progressiva messa in autonomia dei fruitori dell’attività di Montagna-Terapia

Il progetto attraverso l’acquisto di materiali e piccole attrezzature sportive, e la realizzazione di un corso di formazione all’arrampicata articolato in 10 incontri pratico/teorici intende fornire ai fruitori gli strumenti per proseguire tale pratica a conclusione del progetto in maniera indipendente, anche grazie al sostegno dei volontari. 

–  Sviluppo di nuove reti attraverso le azioni di sensibilizzazione

Il progetto prevede la realizzazione di eventi volti a diminuire lo stigma verso i soggetti fragili, ma anche costruire nuove relazioni e sviluppare le reti già esistenti attraverso la partecipazione ad eventi sportivi proposti da altri soggetti attivi sul territorio e la realizzazione di almeno 6 serate informative a Fara Olivana con Sola e Paesi limitrofi. In particolare, il proponente si auspica attraverso le azioni di disseminazione di sensibilizzare gli altri CAI territoriali e le ditte fornitrici di XX rispetto al tema agevolando un’eventuale sponsorizzazione. 

– Accesso a specifici bandi dedicati allo sport e fundraising

Qualora la sperimentazione avviata in questo progetto porti a risultati positivi, gli enti si impegneranno a identificare specifici bandi e fondi dedicati allo sport per sviluppare ulteriormente l’offerta e poter fornire l’opportunità di partecipare ad attività sportivo-educative ad un numero più elevato di soggetti potenzialmente fragili in un’ottica di prevenzione, ma anche ad un numero più elevato di soggetti in recupero da una dipendenza. Inoltre, si attiveranno campagne specifiche di fundraising per sostenere economicamente le attività e rinnovare periodicamente le attrezzature necessarie.

– fare riferimento all’apertura da parte del CAI e la Commissione all’impegno sociale al target tossico-dipendente (prima escluso dalle attività)

ATTIVITA’:

Attività 1:

OB Incrementare l’empowerment e le capacità relazionali nonché la valorizzazione delle potenzialità dei soggetti fragili attraverso lo sviluppo delle Life Skills in un’ottica di prevenzione della dipendenza

1.1          Corso formazione Arrampicata

Il corso di formazione all’arrampicata sarà gratuito e si rivolgerà a n. 50 persone, sia uomini che donne. Il corso sarà aperto alla cittadinanza e anche all’utenza della Cooperativa di Bessimo e sarà tenuto da un formatore CAI e della durata di n….. ore con l’obiettivo di fornire gli strumenti necessari per poter partecipare alle attività di arrampicata.

1.2          Uscite Arrampicata

Si prevede che i partecipanti al corso abbiano l’opportunità di mettere in pratica le tecniche acquisite durante delle specifiche uscite di gruppo in montagna (almeno 10 giornate). Le uscite saranno accompagnate dai volontari del CAI e dell’associazione capofila, che applicheranno i fondamenti di montagna terapia. Le dinamiche di gruppo, specialmente per quei soggetti in fase di recupero da dipendenza, verranno valutate preventivamente con gli operatori della cooperativa di Bessimo, i quali suggeriranno punti di forza e  aree su cui lavorare, considerando le risorse individuali, nell’ottica di favorire relazioni positive e atteggiamenti di collaborazione. Infatti, la dimensione del gruppo è un elemento chiave nelle uscite di montagna terapia e incide significativamente sul successo della terapia e sul raggiungimento degli obiettivi previsti. Gli esperti del CAI valuteranno se proporre uscite propedeutiche in preparazione alle escursioni con arrampicata, in base alla tipologia di utenza e alle eventuali precedenti esperienze di ciascuno. Inoltre, i parametri attinenti alla sicurezza prevedono come punti fondamentali: a) l’addestramento ovvero l’acquisizione delle nozioni tecniche idonee necessarie per costituire la base dell’esperienza; b) l’informazione ovvero tutto ciò che serve a pianificare un’escursione e a gestire le emergenze impreviste.

Verranno quindi organizzati incontri preparatori con i volontari accompagnatori e i partecipanti, per favorire la conoscenza dei gruppi. Con tutto il bagaglio acquisito si affrontano i primi percorsi escursionistici. Vengono applicate le basilari indicazioni “didattiche” del camminare in montagna ovvero come si affrontano gli ostacoli che si incontrano quali radici, sassi o altro. Importantissimo è il ruolo del gruppo sia come contenitore di emozioni sia come risorsa individuale; ogni componente offre agli altri il proprio vissuto. Al termine di ogni esperienza il momento del pranzo è l’occasione per raccogliere quanto sperimentato nel modo più naturale. Consumare il proprio pasto in un rifugio abbatte quegli ostacoli sociali che la patologia spesso impone, siccome consumarlo in un bosco o in una radura consentono di vivere un momento a stretto contatto con la natura, in un insolito contesto completamente differente dallo schema quotidiano.

I giorni successivi alle uscite sono dedicati alla raccolta del materiale video-fotografico. Sia da parte degli operatori che da parte dei partecipanti, ai quali si chiederà di stendere alcune considerazioni scritte sull’esperienza appena trascorsa.

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Attività 2

OB Incrementare le opportunità partecipazione ad attività sportivo-educative per soggetti in recupero da una dipendenza e proporre esperienze di “gioco sano” e gioco di squadra in ottica di prevenzione alle dipendenze (ivi compreso l’azzardo patologico).

2.1 Torneo Calcio

Con la collaborazione di UISP si organizzerà un “torneo di calcio inclusivo” che coinvolgerà persone in fase di recupero da dipendenza, insieme con altri cittadini del territorio, con il duplice intento di:

– offrire un’attività ricreativa non stigmatizzante a chi si trova in comunità  terapeutica, ovvero in una fase delicata che necessita di opportunità nuove per ricostruire i legami sociali,

– proporre al territorio occasioni di aggregazione, di gioco sano e di incontro.

Il torneo si svolgerà nei mesi estivi e durerà un mese

Gli allenamenti e la partecipazione al torneo saranno aperti alla cittadinanza e all’utenza della comunità in forma gratuita per garantire una maggiore adesione.

I volontari che accompagneranno lo svolgimento delle attività (Casello 11 e UISP) monitoreranno il gruppo anche dal punto di vista relazionale, per evitare problematiche e garantire i benefici dell’attività.

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Attività 3

OB Aumentare l’integrazione tra la Comunità di Fara Olivana con Sola e le realtà presenti sul territorio al fine di diminuire lo stigma verso i soggetti fragili in un’ottica di prevenzione alla dipendenza

3.1 Integrazione con altre iniziative sportive presenti sul territorio (es. Marcia 100 Passi, Raduno Cattolica, Ciclabile…)

3.2 Serate di Sensibilizzazione sul tema della dipendenza e dello sport, nonché di promozione del gioco sano (contrasto all’azzardo patologico).

Si organizzeranno almeno n.6 serate nel comune di Fara e limitrofi, finalizzate all’informazione e sensibilizzazione della cittadinanza rispetto ai temi della dipendenza (da sostanze, dal gioco, ecc.), proponendo lo sport come possibile soluzione e strumento educativo e socializzante. I soggetti della rete supporteranno l’organizzazione di tali eventi e in particolare Cooperativa di Bessimo fornirà dati reali e contenuti.  Durante le serate si riporteranno testimonianze (anche dirette) di alcuni partecipanti alle uscite in montagna e al torneo di calcio, evidenziando i benefici dell’attività sportiva di gruppo nelle situazioni di disagio e fragilità.

Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Lombardia ai sensi degli articoli 72 e 73 del d.lgs. n.117/2017

 

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