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Servizi di Inclusione Sociale

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Alessandra Lomini
Resp. Area Inclusione Sociale

Telefono: 0372.43.16.88
Mobile: 392.33.03.295
Email: inclusione@bessimo.it

Inclusione attiva

AREA  LAVORO- PROGETTI SPERIMENTALI

 Premessa

Il programma terapeutico e socio-riabilitativo inteso come un processo incrementale di cura, di riabilitazione, di reinserimento verso l’autonomizzazione della persona, può schematicamente essere ricondotto alle seguenti fasi:

  1. Contatto precoce (lavoro nei contesi)
  2. Cura (presa in carico)
  3. Riabilitazione (ambulatoriale e residenziale)
  4. Reinserimento sociale e lavorativo
  5. Autonomizzazione

Tali fasi sono da considerarsi tra loro interrelate in quanto si sviluppano e si incrementano a vicenda. Ciascuna, infatti, rappresenta il risultato della fase precedente ed il presupposto di quella successiva. In questo senso, la fase di riabilitazione e di reinserimento può essere considerata strategica al fine del recupero della persona tossicodipendente. Essa infatti, oltre a sostenere e rinforzare la fase di cura e di sospensione dall’uso di sostanze psicotrope, crea contemporaneamente le premesse per un cambiamento dello stile di vita della persona ed il raggiungimento della sua autonomia sociale.

In merito a quanto descritto sopra la Cooperativa di Bessimo ha aderito a due progettualità sperimentali nel territorio di Bergamo e Cremona con l’obiettivo di offrire  percorsi di reinserimento (per soggetti  accolti in percorsi residenziali) e una presa in carico sociale/lavorativa  per persone prive di qualsiasi riferimento.

 

Referente per l’Area Inclusione Attiva:
Gabriella Feraboli – Resp. Area Sviluppo
Telefono: 030.27.51.455 int. 215
Mobile: 329.73.91.619
Fax: 030.27.51.681
Email: resp_area@bessimo.it

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Rassegna stampa

Corriere della Sera – “Gioco e ludopatia, il 2021 torna alle cifre pre-Covid, a Brescia 2 miliardi” – 2/1/2022

Gioco e ludopatia, il 2021 torna alle cifre pre-Covid, a Brescia 2 miliardi

di Pietro Gorlani

Annullato il calo del 20% che si era registrato durante la pandemia a causa della chiusura delle sale slot, in provincia di Brescia si superano i 2 miliardi di euro spesi

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Cambio di passo di Ats Brescia nella lotta al gioco d’azzardo patologico, che gli specialisti definiscono con l’acronimo «Gap». Tre lettere che in inglese hanno più significanti: «divario», «vuoto», «lacuna». Ed è davvero un vuoto profondo quello in cui sprofondano le persone malate di gioco patologico, visto che antepongono la loro mania (che si tratti di gratta e vinci, slot machine, poker online) ai rapporti personali, agli affetti, a tutto ciò per cui vale la pena vivere.

Una piaga, quella del gioco d’azzardo, in costante crescita. Certo, i lunghi lockdown della prima ondata Covid hanno arginato il fenomeno visto che la raccolta di denaro è calata del 20% . Ma nel 2021 si è tornati a giocare in modo massiccio, a livelli pre Covid. Emerge da un’elaborazione Agimeg sui dati dei concessionari e dei bollettini del Dipartimento delle Finanze. La raccolta complessiva di denaro da gioco d’azzardo legalizzato nel 2020 è stata di 88 miliardi (circa 1,6 miliardi per il Bresciano) ma nel 2021 è di 110 miliardi (circa 2 miliardi per il Bresciano). Stessi volumi d’affari del 2019.

Ciò che muta leggermente è la spesa, data dalla differenza tra quanto hanno puntato e quanto hanno vinto i giocatori: a livello nazionale è scesa a 15 miliardi (300 milioni per il Bresciano) un dato inferiore del 2019 (fu di 19,4 miliardi) nonostante lo stesso numero di soldi raccolti. Questo è dovuto alla crescita importante delle giocate online, che permettono un maggiore percentuale di pagamento sulle vincite (e più facilità di incasso, con accrediti sulle proprie carte di credito o prepagate). Ma non è questo il dato che interessa medici ed operatori sociali, più preoccupati dalla drammatica diffusione del gioco compulsivo anche nelle fasce d’età più giovani. Come ha evidenziato un lucido rapporto dell’Istituto superiore di sanità nel 2018, il 36% degli italiani (quindi 400mila bresciani) gioca d’azzardo almeno una volta l’anno. I giocatori a basso rischio sono il 4,1% della popolazione (49mila bresciani), quelli a rischio moderato il 2,8% della popolazione (25mila bresciani) e quelli a rischio alto il 3% (ovvero 37mila persone). Numeri inquietanti come è inquietante è il fatto che solo cinquecento giocatori (poco più dell’ 1% dei giocatori patologici) si sono rivolti alle strutture preposte, nei sette ambulatori gestiti da altrettante cooperative. Questo perché il lasso di tempo che passa dall’inizio della patologia alla presa di coscienza che si è finiti in un tunnel disperante può durare anni. Anni terribili per chi è malato e per i suoi famigliari.

Con un investimento di 384mila stanziato dal programma regionale per il contrasto al gioco d’azzardo patologico Ats Brescia ha deciso di adottare una radicata strategia di prevenzione, in tutti i comuni dei 12 ambiti distrettuali in collaborazione con terzo settore e Ufficio scolastico regionale. Le azioni saranno realizzate dalle cooperative Area, Bessimo, Calabrone, Civitas, Comunità Fraternità, dallo SMI Acrobati e SMI Mago di OZ: enti del terzo settore e del privato accreditato con esperienza pluriennale nel campo della prevenzione e della cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico, individuati tramite apposite manifestazioni di interesse. La strategia è quella di facilitare l’incontro tra gli operatori e la cittadinanza per favorire un aggancio precoce delle situazioni problematiche.

Che cosa verrà fatto? Saranno aperti sportelli d’ascolto rivolti a giovani, adulti e famiglie per affrontare insieme le fatiche legate al gioco d’azzardo ma anche al consumo di sostanze stupefacenti e alcol (molto spesso le dipendenze sono collegate) e a tutte quelle fragilità legate all’attuale situazione pandemica di emergenza sanitaria. Psicologi ed educatori esperti ascolteranno e accoglieranno le richieste, offrendo informazioni e orientando verso i servizi specialistici. L’accesso è gratuito e garantisce la massima riservatezza e privacy. Gli spazi d’ascolto saranno presenti a Brescia, Desenzano, Montichiari, Gardone Val Trompia e Sarezzo, Palazzolo sull’Oglio, Vestone (informazioni e appuntamenti al 329/2781458 anche via Whatsapp). Verranno anche realizzati numerosi eventi teatrali, anche attraverso il teatro di strada, per giovani dai 14 anni in su. In alcune piazze farà la comparsa anche il Ludobus, un bus carico di giochi rivolti a giovani e meno giovani, per rivalutare il gioco sano, la sacralità dello stare insieme. Lontano anni luce dal tossico e alienante sogno di diventare milionari con un clic.

GIOCOLUDOPATIA

2 gennaio 2022 (modifica il 2 gennaio 2022 | 10:07)

Giornale di Brescia – “Progetto strada: i fondi sono finiti «La Regione aiuti chi è ai margini»” – 24/12/2021

[…] Centri diurni, servizi di strada, supporti individuali, spiega il presidente di Bessimo, Giovanni Zoccatelli, sono «finanziati con i fondi dell’Unione Europea per l’inclusione e la lotta alla povertà ed erogati dalla Regione». Le risorse sul programma 2014-2020 sono esaurite. Quelle del fondo sociale europeo 2021-2027 non sono ancora disponibili. […]
 
Questo il tema al centro dell’articolo pubblicato oggi, 24/12/2021, dal Giornale di Brescia e firmato da Enrico Mirani.

La Voce del Popolo – “Coop Bessimo: fondi in arrivo” – 21/01/2021

Leggi l’articolo pubblicato da La Voce del Popolo – “Coop Bessimo: fondi in arrivo” – 21/01/2021

 

Qui Brescia – “Dipendenze: proseguono i progetti della cooperativa di Bessimo” – 15/01/2021

Leggi l’articolo di Qui Brescia – “Dipendenze: proseguono i progetti della cooperativa di Bessimo” – 15/01/2021

Gazzetta delle Valli – “I progetti di inclusione sociale della Cooperativa di Bessimo” – 15/01/2021

Leggi l’articolo di Gazzetta delle Valli – “I progetti di inclusione sociale della Cooperativa di Bessimo” – 15/01/2021

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