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Area carcere / messa alla prova

In questa pagina:

Favorire percorsi di inclusione sociale rivolti a soggetti in esecuzione penale e/o a fine pena

È questo l’obiettivo che l’Area Carcere della Cooperativa di Bessimo persegue in ogni azione progettuale rivolta ai detenuti negli Istituti di pena di Brescia, Bergamo e Cremona così come presso l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Brescia (UEPE).

L’impegno nelle carceri è iniziato negli anni ’90 quando era finalizzato soprattutto a instaurare rapporti con i detenuti che erano in attesa di entrare in comunità terapeutica.

Sempre negli anni 90 la Cooperativa è stata i gruppi fondatori dell’Associazione Carcere e Territorio di Brescia (ACT) nata da un’idea di Giancarlo Zappa, allora Presidente del Tribunale di Sorveglianza e con la quale si mantiene un’importante collaborazione (così come con l’Associazione Vol.Ca.) negli interventi di inclusione in esecuzione penale. L’idea è che la comunità locale «possa favorire un allontanamento dalle reti di relazione legate al reato (che in carcere permangono e anzi spesso si creano e/o consolidano) e un inserimento in reti di relazioni legati a differenti valori (legati agli ambiti affettivi, lavorativi, ricreativi, ecc.) con un conseguente aumento delle opportunità di inserimento sociale e di costruzione di percorsi di autonomia per la persona, dando attuazione al principio sancito dall’art.27 della Costituzione riguardante il fine rieducativo della pena. Crediamo fortemente che ciò favorisca una riduzione delle possibilità di recidiva e quindi un aumento della sicurezza collettiva». 

Negli anni si sono succeduti numerosi progetti e sono state create figure nuove (come gli Agenti di Rete) che sono impegnate nel reinserimento di persone detenute attraverso interventi propedeutici all’inserimento lavorativo, l’accoglienza abitativa temporanea in Housing Sociale e in generale con la presa in carico personalizzata delle persone assistite.

Esiti degli affidamenti

Le misure alternative nascono come conseguenza della crisi della pena detentiva, che per secoli è stata considerata dall’ordinamento giuridico unica reazione valida a pressoché ogni violazione della legge penale. Nel corso degli anni è poi andata affermandosi l’idea di un trattamento del detenuto attraverso interventi psico-sociali volti a rieducare il condannato e reinserirlo nella società, al fine di evitare le recidive.

Un’analisi del periodo dal 2001 al 2011, un arco temporale nel quale sono stati accolti nelle diverse sedi 205 persone affidate, ha consentito di stabilire quanti soggetti sono rimasti in comunità fino all’estinzione della pena, quanti hanno interrotto anticipatamente l’esecuzione della pena in misura alternativa, quanti invece hanno proseguito la permanenza in comunità oltre il termine di estinzione della pena e, di questi ultimi, quanti hanno portato a termine il piano riabilitativo.

La rilevazione è stata possibile per 173 persone è stata attuata tramite un’analisi incrociata dei dati relativi alla data dell’inserimento e di quelli relativi al fine pena con quelli riguardanti il motivo di chiusura del programma,

  • Il 27,7% dei casi pervenuti in affidamento terapeutico presso la Cooperativa di Bessimo per i quali è stata possibile la rilevazione, nel decennio 2001-2011, ha avuto esito negativo;
  • Il 30,2% delle persone inserite ha terminato la misura in affidamento territoriale. Per questi soggetti non è stato possibile determinare l’esito, positivo o negativo, della misura, ma è pacifico che sia andato a buon fine il piano educativo presso la Cooperativa;
  • Il 42% del totale ha portato a termine la misura, cioè è rimasto presso le strutture della Cooperativa almeno fino al termine di estinzione della pena;
  • Risultato particolarmente positivo è rappresentato dal fatto che di questi, il 48% è rimasto in comunità terapeutica oltre il fine pena, per concludere il piano educativo, nonostante avesse acquisito la libertà.

Se si ripercorre la storia di tutte queste persone, emerge come l’81,5% di coloro che avevano usufruito di un precedente affidamento, hanno riportato risultati positivi in quello successivo. Ciò vuol dire che un tentativo fallito non equivale a una sconfitta, ma in molti casi è solo la tappa di un percorso, preludio alla buona riuscita di quello successivo.

Azioni territoriali

La Cooperativa di Bessimo gestisce dal 2008 progetti a favore di detenuti nelle due carceri bresciane in stretta collaborazione con gli IP, UEPE e con la rete dei servizi, con il mondo della cooperazione e dell’associazionismo, dal 2009 gestisce inoltre quattro appartamenti per soggetti in esecuzione penale esterna in situazioni di grave emarginazione nella città di Brescia.

Vedi la sezione “Housing: Accoglienza abitativa temporanea” più avanti nel testo della pagina.

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FIGURE PROFESSIONALI COINVOLTE:

Agenti di rete

Gli Agenti di Rete (figura presente solo in Lombardia) nell’ambito dei due istituti sul territorio bresciano – Nerio Fischione (già Canton Mombello) e Verziano – hanno il compito di attivare percorsi di reinserimento sociale coinvolgendo le realtà presenti sul territorio e potenziare la rete dei servizi in un’ottica di inclusione sociale.

Attivi dal 2006, proprio con l’attivazione del progetto «Agente di Rete», la loro figura è stata istituita in conseguenza a un’analisi di trend di costante crescita relativo al numero di presenze di detenuti negli istituti penitenziari della Lombardia e dalla presa visione di alcune problematiche relative: la carenza di personale di supporto educativo, l’estrema difficoltà ad avviare programmi personalizzati e attività di trattamento in un’ottica di reinserimento sociale, la necessità di una figura flessibile di relazione fra interno ed esterno.

L’Agente di Rete effettua colloqui su richiesta del detenuto, su segnalazione dell’area educativa (situazioni particolari che emergono dagli staff o che riguardano nuovi giunti alla prima carcerazione, richieste di detenzione domiciliare ex L.199/2010), di quella sanitaria oppure da parte del personale di Polizia Penitenziaria e dei volontari.
Tali incontri vertono principalmente su questioni attinenti alla vita interna al carcere (informazioni su corsi, lavoro, trasferimenti, modalità di accesso ai colloqui o alle telefonate), alla possibilità di accesso ai benefici di legge (molte persone recluse non conoscono i requisiti per poter accedere alle misure alternative o ai permessi). Compito dell’Agente è anche quello di informare i detenuti delle richieste che possono inoltrare, a seconda di quale sia la condizione giuridica di ciascuno e, a tal fine, può contattare avvocati, famigliari e altri operatori esterni o interni al carcere.

In accordo con l’Area Educativa, all’Agente sono affidati i compiti riguardanti i contatti con i famigliari. Una rilevante incombenza riguarda le pratiche burocratiche e amministrative attinenti ai rinnovi di documenti, cambio residenza, segnalazioni a notai. La figura dell’Agente di Rete che opera presso l’UEPE – Ufficio per l’esecuzione penale esterna – di Brescia ricopre un ruolo di affiancamento alle assistenti sociali nel reperire realtà di volontariato per soggetti in affidamento, nell’attivare e mantenere i contatti con Servizi sociali dei Comuni, nelle attività di segretariato sociale, monitoraggio dei lavori di pubblica utilità, lavoro di territorio.

Mediatore culturale

Ad essi si affianca quello della mediatrice culturale, presente nella Casa Circondariale di Brescia Nerio Fischione, che incontra in particolare i detenuti dell’area del Magreb con l’obiettivo di facilitare i rapporti fra l’Istituzione e i detenuti: nello specifico il suo ruolo è quello di creare un ponte tra il detenuto e l’operatore del carcere (educatore, operatori penitenziari, sanitari ecc).

La comprensione della lingua ha permesso una corretta comunicazione tra detenuto e l’operatore, una maggiore comprensione da parte dei detenuti stranieri dei diritti e dei doveri, delle regole da rispettare all’interno del carcere.

Psicologo

Presente è anche la figura dello psicologo che effettua, nella specifica della sua mansione, colloqui individuali di sostegno che si declinano in base alle necessità del singolo, colloqui di sostegno psicologico nei soggetti con particolari fragilità (abusatori di sostanze psicoattive illegali che l’UO Ser.T. non ha potuto prendere in carico in quanto non certificabili come tossicodipendenti, soggetti affetti da patologia psichiatrica in stretta collaborazione con il servizio di salute mentale), colloqui di sostegno psicologico nei soggetti “primari” (prima detenzione) o molto giovani al fine di accompagnarli durante l’espiazione della pena, colloqui di sostegno psicologico ai soggetti con figli in minore età: minore al fine di sviluppare una adeguata percezione del proprio ruolo genitoriale per consentire l’instaurarsi di rapporti funzionali con il minore e la famiglia, agevolando così il reinserimento.

Lo psicologo gestisce, inoltre, gruppi di confronto rivolti ai detenuti e finalizzati a consentire il confronto in particolare sul tema del post detenzione.

Educatori

Educatori professionali per accoglienza in housing si basano su un approccio multidisciplinare che sostiene le persone accolte in un percorso che parte dall’assegnazione di un alloggio per arrivare ad una progettualità condivisa con la persona accolta.

I principi sui quali l’intervento si basa sono l’analisi dei bisogni, il supporto educativo, la condivisione del patto educativo, collaborazioni territoriali. Le azioni principali sono l’accompagnamento ai servizi territoriali, il supporto educativo in attività di gestione del tempo libero, la promozione di attività di volontariato finalizzate al monitoraggio per l’ambito lavorativo, supporto se necessario nella gestione della casa, gruppi di supporto alla convivenza, colloqui individuali.

Operatore del lavoro

La cultura al lavoro è una leva fondamentale per la riabilitazione e va sostenuta con iniziative a diversi livelli: in primo luogo fornendo informazioni, quindi coinvolgendo i beneficiari nella riprogettazione di sé e della propria vita in un’ottica di legalità, inserendo progressivamente nel processo tutti gli operatori che possono accompagnarli nelle varie tappe.

È un lavoro che vede l’attivazione di molteplici figure e risorse: in primo luogo il beneficiario stesso, poi gli operatori pubblici e del privato sociale, che intervengono. L’inserimento lavorativo si realizza con la progettazione di percorsi personalizzati e finalizzati all’acquisizione di capacità ed attitudini lavorative come la socializzazione, l’acquisizione della dimensione lavorativa globale, l’apprendimento dei compiti, professionalità, autonomia e organizzazione del lavoro e la valutazione dei risultati.

Le azioni:

  • Colloqui iniziali di accoglienza e reciproca conoscenza tra l’operatore della mediazione e il beneficiario;
  • Sostegno del percorso individuale, bilancio delle competenze degli autori di reato beneficiari del progetto e riconoscimento delle loro potenzialità;
  • Contatto con il servizio di riferimento e attivazione della rete dei soggetti esterni ed interni al carcere (Agente di Rete, Assistenti Sociali, Cooperativa di inserimento lavorativo, Comuni, Agenzie Servizi al lavoro, ecc.) al fine di costruire un percorso mirato che sia realisticamente sostenibile per la persona e condivisa con i diversi Enti;
  • Attività di formazione per l’acquisizione di competenze di base, trasversali e/o tecniche professionali con eventuali attività laboratoriali propedeutiche al tirocinio extracurriculare;
  • Costruzione di percorsi formativi personalizzati integrati con il progetto educativo;
  • Attività di scouting per il matching della domanda e dell’offerta;
  • Tirocinio formativo extracurriculare; volto alla sperimentazione, monitoraggio e verifica del candidato allo scopo di consentire una più precisa lettura delle potenzialità, onde consentire una valutazione ed un orientamento più preciso;
  • Multidisciplinarietà dell’intervento;
  • Monitoraggio sia nell’ambito più prettamente lavorativo che dal punto di vista delle relazioni e delle autonomie personali.

Operatori per il Teatro Sociale

Nell’ambito della Casa di Reclusione di Verziano sono in atto, già da alcuni anni, due esperienze: il Laboratorio di Teatro Sociale Fragili legami, unica realtà in Italia, che coinvolge persone detenute, i loro figli, i familiari e giovani adolescenti provenienti da una comunità educativa e il Gruppo di Discussione Aperto, che coinvolge persone detenute e studenti universitari della Cattedra di Pedagogia della marginalità e dei diritti umani dell’Università di Bergamo.

Il progetto ha un carattere fortemente innovativo perché, per la prima volta in Italia, presso una casa di reclusione si sperimenta un processo trattamentale a sostegno della persona reclusa e del sistema di relazioni sociali di cui è parte composto da due fasi: una realizzata con la persona (pur sempre entro una dimensione di gruppo), e una con la rete affettiva e sociale di cui è parte la persona. L’integrazione dei due processi (personale e sociale), mediati attraverso lo strumento del teatro e del setting di gruppo e supervisionati dall’equipe educativa e psicologica presente nella casa di reclusione, permette il riconfigurarsi e rinsaldarsi progressivo della relazione.

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Housing: Accoglienza abitativa temporanea

Attraverso alcune progettazioni viene garantita nel tempo una rete di offerta abitativa per soggetti a fine pena o in esecuzione penale esterna sprovvisti di un domicilio valido e bisognose di un supporto educativo.

La Cooperativa sociale di Bessimo dispone direttamente di 11 posti letto che, grazie alla collaborazione con altre realtà del territorio (Cooperativa il Calabrone, Cooperativa Contatto, Vol.Ca. e ACT) creano un’offerta complessiva di 30 posti letto attivabili nella città di Brescia.

La Cooperativa ha attive diverse progettazioni in ambito di accoglienza abitativa alcune delle quali ci consentano di intervenire attivamente anche nei territori di Cremona, Bergamo e Mantova.

Rif. Resp. progetto:
Ed.Prof. Gabriella Feraboli – Tel. 329.7391619 / Mail. resp_area@bessimo.it

Coordinatore progetto
:
Ed.Prof. Marco Dotti 335.5982362 / Mail. serviziocarcere@bessimo.it

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Introduzione ai progetti

Dal 2007, per offrire opportunità di accesso alle misure alternative o per migliorare la vita all’interno del carcere, la cooperativa si finanzia partecipato a bandi locali, regionali, ministeriali ed europei.

Le due principali aree di offerta esterna sono l’accoglienza abitativa (che da tempo è indicato come bisogno prioritario nelle relazioni annuali della garante dei detenuti) e (grazie alla collaborazione con IAL Lombardia) l’offerta formativa propedeutica all’inserimento lavorativo.

La Cooperativa offre servizi diretti all’interno degli istituti attraverso diverse figure professionali gli Agenti di Rete, i mediatori culturali e famigliari, gli psicologi, gli operatori teatrali e educatori professionali.

Ogni intervento territoriale e ogni singola progettualità ha delle specificità che lo caratterizza.

I progetti:

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Messa alla prova

Da alcuni anni, nel quadro complessivo della crisi che caratterizza l’istituzione carceraria, si sta facendo strada la giustizia riparativa (Restorative Justice o Probation) come strumento innovativo in ambito penale.

Seppur per gli adulti non esiste un quadro legislativo di “giustizia riparativa” come per i minori, il sistema dell’esecuzione penale ha introdotto la Messa alla Prova come strumento assimilabile ai più complessi interventi di riparazione. Attraverso la richiesta di Messa alla Prova è possibile sospendere il procedimento penale durante il primo grado per reati di minore entità.

Con la sospensione del procedimento, l’imputato viene affidato all’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE) per lo svolgimento di un programma che prevede come attività obbligatoria e gratuita, l’esecuzione di un lavoro di pubblica utilità (LPU) in favore della collettività che può essere svolto presso istituzioni pubbliche, enti e organizzazioni di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato.

La cooperativa di Bessimo è convenzionata con il Tribunale di Brescia e di Cremona per accogliere, presso le proprie strutture, persone che chiedono la “messa alla prova” come rito alternativo alla celebrazione del processo penale.

  • La misura può essere concessa dal giudice per reati puniti con la reclusione fino a quattro anni.
  • È esclusa l’applicazione ai contravventori e delinquenti abituali, professionali e per tendenza.
  • L’esito positivo della prova comporta l’estinzione del reato.

Le persone interessate possono chiedere informazioni all’Ufficio Accoglienza della Cooperativa:

Telefono: 030.99.37.236 / Email: accoglienza@bessimo.it

NOTIZIE E NOVITÀ

29/10/2021 – Angelo Canori: una vita per e con gli “ultimi” – Palazzo Loggia

1/10/2021 – Presentazione del libro “Fasciati dalla LUCE – Storie dal carcere” – con Gabriella Feraboli

8/9/21: “Le Sbarre E La Costituzione”: Tra Gli Ospiti Marco Dotti, Agente Di Rete – Coop.Di Bessimo

MERCOLEDI 8 SETTEMBRE al parco Baronchelli di Gavardo (BS), è in programma l’incontro “Le sbarre e la Costituzione – il Carcere, la pena e il reinserimento“.

Al tavolo dei relatori, tra gli altri, Marco Dotti – Agente di Rete della Cooperativa di Bessimo con un intervento dal titolo “Il ruolo dell’Agente di Rete come ponte tra il dentro e il fuori“.

L’evento è organizzato da Gavardo in Movimento.

Per partecipare è necessario prenotarsi su www.gavardoinmovimento.it o al numero 331 68 99 496.

Altre info e dettagli nella locandina in allegato

(clicca sulle immagine per ingrandirle)

L’articolo del Giornale di Brescia del 7/9/2021

04/06/21 – “Carcere e pene alternative – I giovanissimi e la violenza”: Marco Dotti a Teletutto

Carcere e pene alternative – I giovanissimi e la violenza“, questo l’argomento della puntata di “Messi a fuori” in onda su Teletutto ieri, 4 giugno 2021.

Un interessate dibattito al quale ha partecipato anche Marco Dotti – Agente di Rete (Area carcere) della Cooperativa di Bessimo dal minuto 15.34.

Gli altri ospiti: l’avvocato Andrea Cavaliere (responsabile Osservatorio acquisizione dati giudiziari dell’Unione Camere penali italiane), l’avvocato Veronica Zanotti (presidente
Camere penali di Brescia), l’ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo.

Guarda il video della puntata sul sito di Teletutto:  https://www.teletutto.it/TT-play/view?trasmissione=109

19/5/21 – LABORATORIO NEXUS BRESCIA: “SICURI DI ESSERE INSICURI?” – il video

LABORATORIO NEXUS BRESCIA: “SICURI DI ESSERE INSICURI?”

“Sicurezza della cittadinanza da una parte e corretto reinserimento del reo nella società”, questo il tema al centro del laboratorio dal titolo “Sicuri di essere insicuri?” organizzato dal centro Nexus mercoledì 19 maggio online dalla Sala Libretti del Giornale di Brescia.

Un incontro “che – si legge nella nota di presentazione – coinvolge istituzioni, mondo della giustizia e mass media. Il webinair, che sarà trasmesso in streaming sul sito del Giornale di Brescia dalle 14.30, vedrà la partecipazione – tra i vari – del sindaco Emilio Del Bono, del questore Giovanni Signer, del presidente della Casa della memoria Manlio Milani e del direttore Nunzia Vallini”

Sono intervenuti: dott.ssa Francesca Paola Lucrezi, direttore UDEPE Brescia – dott. Emilio Del Bono, Sindaco di Brescia – dott. Giovanni Signer, Questore di Brescia – dott. Manlio Milani, presidente Casa della Memoria – avv. Andrea Cavaliere, responsabile Osservatorio acquisizione dati giudiziari dell’Unione Camere Penali Italiane – Nunzia Vallini, direttore Giornale di Brescia – avv. Veronica Zanotti, Presidente Camera Penale di Brescia – dr.ssa Lucrezia Nirchio, direttore USSM Brescia – dott.ssa Patrizia Ciardiello, UIEPE Lombardia responsabile regionale Laboratorio Nexus e il nostro collega dott. Marco Dotti, Agente di rete (Area Carcere) della Cooperativa di Bessimo (al minuto 2:21:50).

Ecco il video del convegno:

 

Più info sull’Area Carcere della Cooperativa di Bessimo: https://bessimo.it/area-carcere-messa-alla-prova/

12/5/2020 – “La vita oltre il carcere – un aiuto alla cooperativa di Bessimo”

Leggi l’articolo pubblicato da Congrega Della Carità Apostolica che riguarda la Cooperativa di Bessimo dal titolo “La vita oltre il carcere – un aiuto alla cooperativa di Bessimo“.

“Riabilitarsi. Intraprendere un percorso per una vita diversa, che inizia in carcere, ma che deve proseguire anche fuori, per questo ai detenuti è in molti casi concesso di scontare l’ultima fase della pena in un ambiente esterno agli istituti di detenzione. Ma che cosa c’è oltre le sbarre?…[…]”

11/10/2019 – Gabriella Feraboli alla 12° edizione del Premio «Carlo Castelli»

Gabriella Feraboli – Responsabile Area Sviluppo – è intervenuta alla 12° edizione del Premio «Carlo Castelli»

«Riconoscere l’Umanità in sé e negli altri per una nuova convivenza», questo il tema della 12° edizione del Premio «Carlo Castelli» per la solidarietà, il concorso letterario destinato ai detenuti delle carceri italiane promosso dalla Società di San Vincenzo De Paoli – http://www.sanvincenzoitalia.it/.

La cerimonia di premiazione è stata preceduta dal convegno «In carcere con umanità. Nell’incontro la scoperta dei valori comuni» al quale tavolo è stata inviata a partecipare Gabriella Feraboli, Responsabile Area Sviluppo della Cooperativa di Bessimo, che è intervenuta sul tema «La cura della persona in difficoltà può fare la differenza».

Il suo intervento è stato inserito nell’antologia «Il bisogno di Umanità» dove sono state raccolte le dieci opere meritevoli insieme ai testi dei primi tre classificati del concorso letterario e ad altri testi e esperienze sulla vita carceraria e delle realtà che ruotano attorno a questo mondo con saggi tra gli altri di Luigi Accattoli (giornalista, scrittore e presidente della giuria), Rita Barbera (già direttore del carcere dell’Ucciardone di Palermo), Carmelo Cantone (Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per le regioni Lazio – Abruzzo e Molise), Michele Ferrandina (direttore Casa Circondariale di Matera), Guido Traversa (docente di Filosofia morale presso l’Università Europea di Roma).

L’evento si è svolto con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero della Giustizia, dell’Università Europea di Roma, della Fondazione Matera Basilicata 2019 e con il riconoscimento di una speciale medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Segnaliamo un articolo – dal titolo «Scrivere rende liberi» – pubblicato da L’Osservatore Romano (Media partner dell’evento): http://bit.do/osservatore-romano

19/4/21 – «Homelessness: origini, misure di contrasto e rapporto con il carcere di un fenomeno ancora in crescita»

HOMELESSNESS: ORIGINI, MISURE DI CONTRASTO E RAPPORTO CON IL CARCERE DI UN FENOMENO ANCORA IN CRESCITA

«Homelessness: origini, misure di contrasto e rapporto con il carcere di un fenomeno ancora in crescita»: questo il titolo dell’articolo di Vincenzina Dima pubblicato dalla rivista giuridica “Cammino Diritto” edita dall’omonimo gruppo.

Dopo un’introduzione sullo stato dei fatti e un panoramica sulle normative vigenti, l’articolo si sposta su esempi concreti, con particolare attenzione al periodo ancora in corso della pandemia.

Tra questi è citata anche la Cooperativa di Bessimo grazie al prezioso contributo di Gabriella Feraboli – Responsabile Area Sviluppo – che, intervistata dalla redazione, racconta da pagina 7 i progetti, gli obiettivi, le iniziative e le azioni messe in atto nell’ambito degli istituti di pena sul territorio bresciano.

Buona lettura

Leggi l’intervista: APRI IL FILE

Marzo 2021 – Sportello di  ascolto e orientamento per le vittime di reato

Sportello di  ascolto e orientamento per le vittime di reato

(Clicca sull’immagine per ingrandire)

19/5/21 – Laboratorio Nexus Brescia – evento

Appuntamento Mercoledi 19 maggio 2021.

Al tavolo dei relatori anche Marco Dotti – Agente di Rete della Cooperativa di Bessimo

Clicca sulla locandina per ingrandirla Oppure clicca su apri file nella riga successiva:

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Maggio – luglio 2021 – Fili da Riannodare, dal carcere verso nuovi progetti di vita

Una serie di eventi organizzati da Fiducia e Libertà sul tema – spiegano – de “gli Istituti Penitenziari e coloro che lo vivono, detenuti e non“.

Maggiori informazioni:

il programma degli eventi (clicca sull’immagine per ingrandire)

Oppure clicca su apri file nella riga successiva:

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22/09/2020 – “Il fare cooperativo nelle carceri lombarde”, la presentazione del volume

Il volume «Il fare cooperativo nelle carceri lombarde»

Il 22 settembre 2020, negli spazi del MO.CA – MorettoCavour di Brescia, è stato presentato il volume «Il fare cooperativo nelle carceri lombarde» edito da LiberEdizioni scrl.
Terzo volume della collana editoriale «D/F Dentro Fuori» dedicata al tema del carcere e delle sue connessioni con il territorio, il volume racconta la storia dei rapporti tra il mondo della cooperazione e quello degli istituti penitenziari della Lombardia accostando alla storia dei fatti alcune esperienze dirette.
La Cooperativa di Bessimo ONLUS ha partecipato alla pubblicazione raccontando la propria esperienza con gli istituti penitenziari, una storia che affonda le proprie radici nel passato e che si spiega verso il futuro attraverso il racconto degli incontri, della relazioni costruite, della azioni messe in campo e dei progetti avviati e conclusi (e ancora attivi) negli anni.
Al tavolo dei relatori per descrivere e raccontare il contesto bresciano – e più in generale di tutto il territorio della Lombardia – in merito alla relazione tra territorio, istituti penitenziari e detenuti sono intervenuti – moderati da Marcello Zane, Direttore Editoriale di Liberedizioni – Gian Antonio Girelli – Consigliere Regionale, Roberto Cammarata – Presidente del Consiglio Comunale, Luisa Ravagnani – Garante dei detenuti.
Insieme a loro anche Gabriella Feraboli – Responsabile dell’Area Sviluppo della Cooperativa di Bessimo – che ha raccontato il difficile periodo appena trascorso (e ancora in corso) dell’emergenza da coronavirus spiegando come questa sia stata gestita e affrontata all’interno degli istituti penitenziari.
Un momento storico che si inserisce e si aggiunge alle tante azioni e ai tanti progetti portati avanti negli anni con i detenuti nell’ambito delle misure alternative alla detenzione, azioni importanti – raccontate nel libro – per il pieno reinserimento in società delle persone sottoposte a provvedimenti di reclusione.
Per avere maggiori informazioni sul volume, è possibile visitare il sito https://www.ledliberedizioni.it/

17/12/2020 – Carcere: il Covid non ferma la solidarietà

Varie iniziative da parte della comunità bresciana a favore dei detenuti in tempi di Covid

 Brescia, 17/12/2020: Il Covid ha dato un duro colpo anche alle attività che il territorio bresciano offriva all’interno degli Istituti di Pena. Da febbraio sembra siano stati cancellati decenni di iniziative e attività che il volontariato penitenziario e le realtà del terzo settore offrivano alle persone detenute. E, se ancora oggi le cautele inerenti il contagio non consentono la ripresa di molte attività interne, chi da sempre opera in favore dei reclusi non ha comunque smesso di occuparsene.

Nell’ultimo anno l’Associazione di Volontariato Carcere (Vol.Ca.) e la Cooperativa Sociale di Bessimo hanno continuato a rifornire di vestiario, biancheria, calzature, prodotti per l’igiene i due istituti di pena bresciani. Lo hanno fatto su richiesta diretta della Direzione e con fondi propri ma anche grazie al contributo del progetto «Insieme contro l’emarginazione», sostenuto con i fondi PON / FSE a titolarità del Comune di Brescia, che si occupa, in collaborazione con le realtà cittadine che si impegnano nell’ambito della grave marginalità, proprio della distribuzione di generi di prima necessità per le fasce di popolazione più vulnerabili.

Così centinaia di mutande, calze, spazzolini, dentifrici, giubbini, tute, scarpe hanno raggiunto le molte persone detenute che non hanno modo di acquistarli direttamente o non hanno famigliari che possono inviarli da fuori. Nel periodo del Covid anche le famiglie dei detenuti hanno potuto vedere pochissimo i loro congiunti privati della libertà: videocolloqui e lettere non possono sostituire un colloquio in presenza, non solo perché manchevoli di contatto fisico, ma anche perché un cambio di vestiti non può essere inviato via Whatsapp.

Se a questo si aggiunge la chiusura del servizio guardaroba da anni gestito da Volontari Vol.Ca. si può facilmente intuire come il personale di Polizia Penitenziaria si sia dovuto, purtroppo, sobbarcare anche problematiche prima non di loro competenza. Da qui le richieste, molto più voluminose del solito, di supporto esterno nel rifornire dei molti generi di cui necessita la quotidianità.

Oltre a rivolgersi all’interno del carcere, i volontari e gli operatori di Vol.Ca e Bessimo si stanno occupando anche della distribuzione di uno zaino per quei detenuti scarcerandi che, usciti dalla cella, non possono tornare a casa semplicemente perché non ce l’hanno.

 

Per loro, doppiamente segnati dagli squilibri di questo sistema sociale in quanto ex detenuti e senza dimora, un kit con beni di prima necessità verrà consegnato presso la sede dell’associazione di via Pulusella: sacco a pelo, materassino, zaino con alcuni generi di prima necessità ma soprattutto un contatto, un consiglio, un supporto per cercare, insieme, una via di affrancamento ed emancipazione.

Comunicato stampa Cooperativa di Bessimo ONLUS – Associazione Vol.Ca – Volontariato Carcere

RASSEGNA STAMPA:

Giornale di Brescia – 7/1/2021:
(clicca sull’immagine per ingrandire il testo)

QUIBRESCIA – 18/12/2020:

clicca qui o sull’immagine per leggere: LEGGI

MONTAGNE & PAESI – 20/12/2020:

clicca qui o sull’immagine per leggere: LEGGI

Luisa Ravagnani: “Garante dei diritti delle persone private della libertà personale”

La collaborazione tra Cooperativa di Bessimo e Garante affonda le sue radici nel passato, nella progettazione e realizzazione di diverse attività (es. la raccolta di alimenti nel periodo natalizio) e di diversi progetti rivolti ai detenuti (“Vale la pena” e tanti altri) ma soprattutto nella condivisione del pensiero che l’accesso per i detenuti alle misure alternative, in stretta collaborazione con il tribunale di sorveglianza e l’UEPE (l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna), incida notevolmente sulla recidiva delle persone che tornano quindi in società con più consapevolezza e maturità. 

Nel periodo di emergenza da coronavirus, la collaborazione si è intensificata e si è rivelata strategica per rispondere in maniera tempestiva all’emergenza sanitaria aumentando la possibilità di accoglienza abitativa in Housing per persone in esecuzione penale esterna prive di domicilio al fine di ridurre la presenza in carcere e scongiurare eventuali problematiche relative.

Qual è il ruolo del Garante dei Diritti delle Persone private della Libertà Personale?

Il Garante promuove l’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali delle persone private delle libertà personale con particolare attenzione ai diritti fondamentali quali: tutela della salute, del lavoro, della formazione, della cultura, dell’assistenza, dello sport, tenendo conto della loro condizione di restrizione.

Promuove iniziative e momenti di sensibilizzazione pubblica sul tema dei diritti umani delle persone ristrette e dei loro familiari e dell’umanizzazione della pena detentiva nell’ottica del recupero della persona, alla reintegrazione sociale e all’inserimento nel mondo del lavoro.

Si rivolge alle autorità competenti per informazioni relative a violazioni dei diritti, garanzie e prerogative dei detenuti.

Segnala il mancato o inadeguato rispetto di tali diritti e si mantiene in costante contatto con le Autorità preposte alla conduzione degli Istituti di Pena.

Promuove in sinergia con Istituti di pena, gli Organi e gli Uffici bresciani del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, del Tribunale di Sorveglianza e del Dipartimento per la Giustizia Minorile, protocolli d’intesa utili a poter espletare le sue funzioni anche attraverso visite ai luoghi di pena e contatti diretti con i detenuti. A tal fine, predispone, in collaborazione con la Direzione delle Case di Pena, un calendario di presenze presso le Carceri stesse per poter interloquire direttamente con i detenuti. Il suo Ufficio è a disposizione delle famiglie dei detenuti e di quanti sono interessati alle problematiche insite con la restrizione.

Riconfermata per il suo ruolo nel luglio 2020, Luisa Ravagnani resterà in carica per i prossimi 5 anni.

Leggi la relazione annuale del Garante – Ed. 2020/21

Ecco la “Relazione annuale del Garante dei Diritti delle Persone private della Libertà Personale 2020/2021“:

LEGGI E SCARICA LA RELAZIONE 2020/2021

Leggi la relazione annuale del Garante – Ed. 2019/20

Ecco la “Relazione annuale del Garante dei Diritti delle Persone private della Libertà Personale 2019/2020“:

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